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Le vie della seta

Nell'anno 1995 Federico Mayor, Direttore Generale dell'UNESCO, lanciò il Progetto Maggiore "Le Vie della Seta" un originale ed importante tentativo di ricostruire una delle millenarie vie di comunicazione che unirono l’Oriente e l’Occidente e favorirono l’incontro di popoli, di religioni, di civiltà.

Strada commerciale, ma soprattutto "route culturelle" da cui trasse profitto l'allevamento del baco da seta e la produzione della seta in Europa. Il Progetto dell'UNESCO, che l'Unione Europea denominò Itinerari Europei della seta, apparve degno del massimo interesse da parte del Club UNESCO di Cuneo il quale organizzò una ricerca dal titolo: "una via della seta: Bernezzo, Caraglio, Pratavecchia di Dronero"

I giovani alunni delle Scuole elementari delle tre città hanno aderito al Progetto Maggiore dell’UNESCO "Le Vie della Seta" e a quello dell'Unione Europea "Itinerari europei della Seta" (1995-1997) effettuando una bella "ricerca" sull'allevamento dei bachi da seta (bachicoltura) e sulla lavorazione del prezioso filo di seta (filande e filatoi), quali si svolsero nei sec XIX e XX nella Provincia di CUNEO.

Fu una occasione straordinaria di incontro fra due generazioni: le "fìlere" cioè le donne che, ormai anziane - quasi tutte ottantenni - rievocavano i tempi lontani del lavoro e del sacrifìcio: e i giovanissimi, alunni poco più decenni, che apprendevano con meraviglia e con commozione, quanto era costato, alle loro nonne e bisnonne, la ricchezza e l'agiatezza di cui essi oggi godono.

Dalle interviste emersero notizie interessantissime sulla vita della società rurale del secolo XIX e XX, la miseria per troppe bocche da sfamare, l'emigrazione degli uomini, il lavoro in fabbrica delle donne.

I ragazzi, sotto la guida dei loro insegnanti - fra cui animatrice e coordinatrice - la Sig. Agnesina Marchiò Rosso - seppero tradurre tali notizie in un libro illustrato, in osservazioni umanamente vive ed in disegni di toccante intensità: l'UNESCO apprezzò molto la ricerca del Club di CUNEO, premiò la traduzione in francese del libro e lo ritenne degno di figurare in un Video DVD Planet che Mediaset trasmise, a puntate, nei programmi TV.

Fu una occasione straordinaria di incontro fra due generazioni: le "fìlere" cioè le donne che, ormai anziane - quasi tutte ottantenni - rievocavano i tempi lontani del lavoro e del sacrifìcio: e i giovanissimi, alunni poco più decenni, che apprendevano con meraviglia e con commozione, quanto era costato, alle loro nonne e bisnonne, la ricchezza e l'agiatezza di cui essi oggi godono.

Dalle interviste emersero notizie interessantissime sulla vita della società rurale del secolo XIX e XX, la miseria per troppe bocche da sfamare, l'emigrazione degli uomini, il lavoro in fabbrica delle donne.

I ragazzi, sotto la guida dei loro insegnanti - fra cui animatrice e coordinatrice - la Sig. Agnesina Marchiò Rosso - seppero tradurre tali notizie in un libro illustrato, in osservazioni umanamente vive ed in disegni di toccante intensità: l'UNESCO apprezzò molto la ricerca del Club di CUNEO, premiò la traduzione in francese del libro e lo ritenne degno di figurare in un Video DVD Planet che Mediaset trasmise, a puntate, nei programmi TV. 

Tale libro, molto apprezzato e presto esaurito, fu ristampato nel 2006 a cura del Club UNESCO di Cuneo e grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Provinciale di Cuneo e distribuito a quanti sono intervenuti alla cerimonia commemorativa del decennale della Ricerca.

Tale rievocazione storica ha visto presenti le ultime fìlere superstiti, che sono soltanto più una mezza dozzina, rispetto alle 30 intervistate 10 anni fa; gli ex alunni delle scuole elementari di Caraglio, Bernezzo e Dronero, allora dodicenni ed oggi più che ventenni. E' stato proiettato il video: " C’è un mondo da fare” ripristinato in DVD, Venerdì, 6 ottobre 2006, alle ore 17.00, presso il Filatoio di Caraglio, fra la generale, affettuosa ed affollata partecipazione.

Oggi Caraglio può vantare un prestigioso e restaurato “Filatoio rosso”, uno dei più antichi filatoi meccanici a trazione idraulica, che ospita un prezioso “Museo della seta” e diventerà centro di incontro e di promozione di tutte le manifestazioni intese a valorizzare l’arte della seta.

I giovani allievi della Scuola Elementare di Caraglio si sono impegnati a continuare lo studio e l’attività di ricerca dei compagni che li hanno preceduti, affinché la memoria delle antiche “Vie della Seta” e della loro funzione storica, sociale ed economica, abbia un futuro.