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       Arte e natura a Villar San Costanzo

Il Club Unesco di Cuneo ha realizzato il video dedicato a “San Costanzo al Monte, fra arte e natura” che ha avuto l’onore di essere trasmesso dall’emittente “Telecupole” nell’ambito della trasmissione culturale “Itinerari del Belpaese”. Il Santuario di San Costanzo al Monte è situato, sul versante sud del monte San Bernardo, dove fu decapitato il martire cristiano Costanzo. Cospicuo monumento Romanico-Gotico, fondato nel secolo VIII dai monaci Benedettini, assume importanza capitale per la storia religiosa e civile del cuneese.

Esso ha il pregio di trovarsi in una zona di grande attrazione naturalistico-culturale nel quadro del mirabile Parco – Riserva naturale dei Ciciu del Villar di eccezionale Valore paesaggistico e ambientale.

Il video è stato realizzato dalla vice presidente del Club Unesco, regista Pina Matis Albezzano e costituisce una preziosa guida per i visitatori del sito. 

 

MAGGIORI INFORMAZIONI RELATIVE ALL'OPERA POSSONO ESSERE RICHIESTE AL SEGUENTE INDIRIZZO: 

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RELAZIONE DELLA PRESIDENTE DEL CLUB UNESCO DI CUNEO ALLA PROIEZIONE

 

Il Santuario di San Costanzo al Monte

Dopo secoli di oblio il Santuario di San Costanzo al Monte ha iniziato il suo cammino verso il ritorno agli antichi splendori. Questa inversione di rotta avrà tempi lunghi dovuti a difficoltà economiche e ad inevitabili lacciuoli burocratici, ma coloro che desiderano e si adoperano per il suo ripristino hanno risorse culturali ed affettive notevoli e non intendono rinunciare al loro progetto.

Questi sostenitori sono la delegazione cuneese del FAI (Fondo Ambiente Italiano) il Club UNESCO di Cuneo e ultimi ma non meno importanti gli “Amis ed San Costans”.

 

(Dr. Marco FRAIRE Capodelegazione Provinciale FAI di CUNEO)

 

Recentemente, poi, il censimento “I luoghi del Cuore” promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha visto San Costanzo al Monte al I° posto in provincia di Cuneo, al 4° posto in Piemonte ed al 45° in Italia. Nella speciale classifica relativa ai santuari, sui 211 segnalati dal censimento il Nostro è al 1° posto assoluto in Italia, entrando così a pieno titolo negli itinerari piemontesi di eccellenza. Ricordiamo che il censimento indetto dal FAI-Intesa Sanpaolo chiedeva ai cittadini di indicare i luoghi italiani da conservare per le generazioni future, a tutela di tesori più o meno grandi, più o meno noti.

La storia di questo luogo sacro è lunga, con un suo fascino un po’ misterioso e merita di essere conosciuta. La leggenda narra di un sacello fondato nel 712 da Ariperto II re dei Longobardi e re d’Italia sul luogo in cui Costanzo, soldato romano della Legione Tebea, fu decapitato per aver egli abbracciato la religione cristiana, allora agli albori.

Il Santuario sorge in un luogo abitato dai monaci benedettini già nel VIII secolo, durante quell’opera di civilizzazione che i seguaci del Santo da Norcia perseguirono dopo i disastri materiali e culturali prodotti dalle invasioni barbariche, a quell’epoca ancora in corso. Nei primi anni del X secolo fu distrutto dai Saraceni e ricostruito in seguito con il fattivo interessamento della Contessa Adelaide di Susa, contemporanea ed amica di Matilde di Canossa, altra formidabile personalità femminile del tempo.

Un dato inusuale nella storia del Santuario di San Costanzo al Monte è il patrocinio - o la supervisione – della diocesi di Milano, assai lontana geograficamente. In una bolla papale del 1162 in favore della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano si parla di San Costanzo al Monte e un decreto dell’arcivescovo di Milano, datato 1190, dispone protezione all’abate Ottone ed al suo monastero di Villar San Costanzo affiliatosi alla diocesi milanese. Questo interessamento sta a dimostrare quanto il luogo fosse caro - per vari motivi – ai potenti ed agli umili di quell’epoca e quanto meriti perciò di essere salvato con lo sforzo congiunto di tanti.

“Tutte le iniziative fatte nella valle per la valle, dalla gente per la gente, sono un contributo a spargere semi di fiducia e ottimismo per la rinascita.”

Cuneo, 24 maggio 2013

 

La Presidente Prof.ssa Caterina Vigna Ricci

 

 

 

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