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frontespizioNOSTRA SIGNORA DELLA

MISERICORDIA

 

A Madonna dell’Olmo un libro ripercorre la storia e la devozione per un pilone votivo

 

Nel corso dell’anno 2012, quello che ormai era un antico manufatto deturpato dall’incuria e dall’inquinamento è stato restaurato ed è tornato a nuova vita, grazie alla passione e all’impegno di un gruppo di persone tutte nate nel 1940.
Il Pilone, dedicato a Nostra Signora della Misericordia, sorge a breve distanza dalla chiesa della Madonna dell’Olmo, incastonato e inglobato nel muro di cinta dello storico parco di Villa Tornaforte.
Risalente ai primi anni del 1800, il Pilone ha costituito, per molto tempo, una tappa devozionale per chi percorreva la strada che porta alla chiesa parrocchiale.
Il restauro ha reinserito nella nicchia originale una suggestiva immagine della Madonna della Misericordia, la stessa che si venera nei Santuari omonimi di Savona e di Valmala.
In occasione di una messa di ringraziamento per tutti i partecipanti al restauro, domenica 16 dicembre alle ore 11 è stato presentato il libro: “Nostra Signora della Misericordia. Vicende storiche ed accadimenti attuali relativi al Pilone Votivo restaurato nell’anno 2012 in Madonna dell’Olmo – Cuneo” a cura di Giovanna Cometto Spada.
Il piccolo volume, voluto dai promotori del restauro, raccoglie tra le sue pagine, notizie sul Pilone, sulla Chiesa, sulle vicende del periodo storico che lo vide sorgere, sui collegamenti con i Santuari omonimi di Savona e Valmala, oltre all’iter tecnico e artistico del restauro.
È accompagnato da numerose fotografie, immagini d’epoca e documenti originali che ne fanno una piccola ma significativa testimonianza di storia locale.
Il libro si può reperire presso la Parrocchia di Madonna dell’Olmo (via della Battaglia, 1 – tel. 0171412665)

 

 

 

 

 

Ogni traccia di memoria collettiva merita di non scomparire, sia che si tratti di un imponente santuario, sia che si tratti di una piccola edicola votiva.
Tutto concorre, infatti, a ricostruire il ritratto più autentico di ciò che fede e devozione di chi ci ha preceduto, ha inteso lasciarci.
Con questa convinzione sono state organizzate e riordinate le notizie relative al pilone di Nostra Signora della Mosericordia, che ora appare, in veste rinnovata, a poca distanza dalla chiesa parrocchiale di Madonna dell'Olmo.
Il lungo e meticoloso lavoro di ricerca voluto dal gruppo di parrocchiani della Leva del 1940 e con passione e rigore da Giuseppe Delmonte ha contribuito a riportare a nuova luce, anche in forma grafica, questa preziosa testimonianza.

Giovanna Cometto Spada

 

madonna

 

 

 

 

 

"In Te misericordia, in Te pietate,
in Te  magnificenza, in Te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate."

(Dante Alighieri)

 

 

 

 

 

 

 

  L'affresco della Madonna della Misericordia (2012)

 

 

NOTA DEL PARROCO di Madonna dell'Olmoaerea

Per chi cammina è doveroso sapere doveva, avere punti di riferimento e programmare momenti di sosta e di ricarica. Questo vale anche e soprattutto nel nostro Cammino di Fede. Un Pilone posto di fronte ad una rotonda stradale si presenta come forte in-dicazione di un cammino che tutti stiamo percorrendo. Il ripristino di un Pilone votivo è quindi un modo molto efficace per parlare ancora alla gente di oggi che a volte sembra viaggiare distratta o senza una meta precisa come chi gira attorno ad una rotonda cercando una via d'uscita. Spesso, percorrendo le nostre strade di città o di campagna, ci imbattiamo in questi segni particolari della devozione popolare che sono appunto i piloni. Madonna dell'Olmo ne presenta uno proprio all'ingresso principale della fra-zione, di particolare richiamo ed effetto ambientale. Apprezzo e ringrazio quindi di cuore coloro che hanno avuto la bella idea del restauro di questo pilone, dedicato alla Madonna della Misericordia. Un plauso a tutte le persone coinvolte nell'attività di restauro, a partire dal progettista per terminare con il fabbro ed in modo speciale alle restauratrici Bruno Romina e Viale Nicoletta, che nel dipinto della Madonna hanno efficacemente espresso la loro bravura e sensibilità. Sono anche particolarmente riconoscente a coloro che hanno scrupolosamente ricercato e redatto le relative notizie storiche e religiose che sono contenute in questa pubblicazione. L'iniziativa, promossa dalla "Classe del 1940" ed appoggiata dal Direttivo della Pro Loco, trova lodevole consenso da parte della Comunità Parrocchiale che guarda a Maria come madre e patrona. Non a caso, durante il mese mariano, il quadro è stato portato e presentato alla comunità nei vari rioni e centri di preghiera organizzati nel maggio 2012. La Madonna della Misericordia non è un'alternativa alla Madonna dell'Olmo, ma è un doveroso passaggio ed è una sosta ristoratrice fermarsi a contemplare l'effigie di Maria in atteggiamento di accoglienza per spostarsi ed accedere, poi, passando sotto un grande olmo, alla Chiesa Parrocchiale, lì dove puoi trovare la fonte della misericordia di Dio. Questo opuscolo che si accompagna al restauro del Pilone possa essere utile per tutti, per fare memoria e rinnovare devozione ad ammirazione, ma soprattutto ci ricordi e ci indichi la meta del nostro itinerario di fede, accompagnati da Maria, e segnati dalla misericordia del Signore.


Il Parroco Don Corrado Picco

 

 

I PILONI

 

I piloni, quindi, forma minore ma non minima di religiosità, presenti in numero considerevole sul territorio cuneese, documentano con la loro muta presenza che travalica i secoli, segni non indifferenti di devozione popolare. Posti, la maggior parte, accanto ad una strada, su terreni di proprietà privata o pubblica, erano così più a portata di mano della venerazione dei fedeli. Per alcuni è possibile risalire alla data della costruzione, al promotore o ai promotori dell'opera, so-prattutto se il pilone era eretto in occasione di una pestilenza o di una calamità finita o evitata. Sono d'aiuto, in questo caso, gli ordinati comunali o qualche notizia tratta da atti notarili relativi alla proprietà del terreno in cui il manufatto era sorto.
Un'altra traccia è fornita dalle relazioni che i parroci dovevano redigere in occasione delle visite pastorali: in esse veniva chiesto di descrivere i piloni presenti sul territorio parrocchiale, ma questo, per Cuneo, avvenne regolarmente solo verso la seconda metà del secolo XIX.
II solo loro aspetto stilistico e strutturale non è una prova certa di appartenenza ad un'epoca, perché il pilone potrebbe aver subito un notevole deterioramento ed essere stato modificato in epoche successive. D'altra parte il materiale di cui sono fatti quasi tutti i piloni delle nostre zone sono, in genere, i più comuni e i più poveri: pietre, calce, sabbia, mattoni, ferro, vetro e reticella di protezione per riparare la nicchia.
Le forme usate per i piloni sono abbastanza varie e vanno da semplici capitelli o colonne su cui poggia una statua ai "pilastri", costruiti in pietre, mattoni e calce su base quadrata o triangolare su cui si innalza il corpo più o meno snello e che si chiude in alto con una cornice aggettante il tetto e la croce.
Nelle facce del pilone sono, in genere, ricavate una o più nicchie che ospitano la pittura o una statua. In genere si tratta di uno o più Santi, o della Vergine, con scarsa presenza della figura di Gesù Cristo, se non come Bambino in braccio alla Madonna.
Diversa era anche la funzione che questi segni di fede erano chiamati ad
assolvere, a seconda della motivazione che li aveva fatti erigere. I piloni votivi o devozionali sorgevano per lo scioglimento di una promessa, per un ringraziamento o una supplica. Potevano essere eretti in qualsiasi luogo ed in qualunque forma.
Vi sono poi i piloni posti ai crocevia di strade, alla confluenza di percorsi per antichi pellegrinaggi o collegati al sistema viario che univa i possedimenti di or-dini monastici, quali si vedono ancora, ad esempio, nei territori che appartennero anticamente ai monaci della Certosa di Pesio.
I piloni rogazionali erano posti anche a notevole distanza dalla chiesa, in aperta campagna, in tre direzioni diverse che si diramavano dalla chiesa stessa: erano le tappe finali per le rogazioni, antichi riti e preghiere ormai scomparsi e dimenticati che, prima dell'Ascensione, imploravano dal Ciclo la protezione sul raccolto delle campagne.
Alcuni altri piloni sono definiti processionali, perché erano dislocati lungo il percorso delle Processioni solenni, soprattutto quella del Corpus Domini. Gli stessi potevano fungere da piloni di "posa" funebri, dove si riunivano le Compagnie religiose e il sacerdote per accogliere il defunto. 

(n.d.r. il testo "I PILONI" è tratto del libro "Nostra Signora della Misericordia")

 

 

il brano musicale "INCANTO" è composto ed eseguito da "Carlus"
distribuito sotto licenza Creative Commons BY-NC-ND 3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

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