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“La Madonna dalle ma2013-11-25 mad.dalle mani forateni forate”

 

Nell’aprile del 2012, in occasione della XXXIII Assemblea nazionale della FICLU il Club UNESCO di Venezia propose ai Club presenti di sostenere con un piccolo aiuto economico il loro progetto di restauro della “Madonna dalle mani forate”. L’opera presente nella basilica di San Marco fa parte degli innumerevoli tesori in essa contenuti e aveva necessità di un sollecito restauro. Il club Unesco di Cuneo fu tra i Club che accolsero l’invito.

Sabato 16 novembre il Club Unesco di Venezia ha presentato i risultati dell’avvenuto restauro, con una cerimonia che è stata anche l’occasione per ripercorrere la storia del manufatto. Per il Club Unesco di Cuneo era presente il Vice Presidente Giusto Marchisio che ha portato i saluti e la soddisfazione per il risultato raggiunto della Presidenza e del Direttivo del nostro Club.

L’opera:

Si tratta di un’icona marmorea a rilievo della Vergine, a figura intera, frontale, in atteggiamento orante. La Madonna, con il capo incorniciato da un’aureola, tiene le braccia alzate nella posizione della preghiera, in modo simmetrico fino all’altezza delle spalle così da mantenere ben aperto il mantello. Il particolare più interessante riguarda le mani a palmi aperti che al centro hanno un foro da cui veniva fatta uscire l’acqua.

In Costantinopoli, dopo il periodo dell’iconoclastia, si sviluppa una grande devozione per la Madre di Dio, in particolare la sua presenza iconica viene unita alla presenza dell’acqua, intesa simbolicamente come mezzo di purificazione, di rigenerazione e di salvezza. Pertanto la scultura veniva collegata a un sapiente sistema idraulico e veniva costruita in modo da divenire mezzo di scorrimento dell’acqua che poi zampillava dalle mani.

Nel periodo dell’impero latino (1204 – 1261) un certo numero di queste icone mariane fu spostato in occidente; se ne conosce una decina e Venezia ne conserva ben sette.

Quattro sono all’interno della basilica di San Marco, una all’esterno della chiesa stessa, una nella chiesa di Santa Maria Mater Domini, una nella chiesa di San Giovanni Crisostomo.

Una volta traslate nella città lagunare alle Madonne vengono otturati i fori delle mani, con malta calcarea o con tasselli inseriti con l’ausilio di mastice caldo. Ecco perché le sculture mariane veneziane diversamente da quelle trasportate altrove (Istanbul, Messina) non hanno il foro delle mani aperto. L’epoca di realizzazione dei cinque esemplari marciani è compresa tra il X e il XIII secolo.

 

Giusto MARCHISIO