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MARIA BOELLA dalla creazione del primo
Club UNESCO Italiano a Cuneo

al sessantesimo anniversario della fondazione.


Maria Boella ci ha lasciati. Il Club UNESCO di Cuneo perde la sua fondatrice la sua appassionata animatrice che ha saputo, per sessant'anni, trasfondere il suo entusiasmo e i suoi ideali nella coscienza e nella volontà dei giovani, della scuola, con un'opera continua di educazione, dei cittadini che la seguivano nelle iniziative proposte.

Fondatrice del primo club UNESCO italiano insieme al Club UNESCO di Contursi, non più esistente dopo la scomparsa del suo fondatore Mazzeo al quale va il nostro ricordo grato per l'azione che, nello spirito del primo UNESCO e dei primi Club, aveva condotto per l'educazione e l'alfabetizzazione nel Sud, insieme a Maria Boella.

A Contursi con il primo Club UNESCO di Napoli, era stato realizzato anche dal 2 luglio all'8 agosto 1982, il campo internazionale dopo il tragico terremoto del 1980, che vide uniti tanti giovani di Club UNESCO italiani allora attivi, fra questi anche di Cuneo e di altri paesi, consapevoli che il rispetto dell'uomo e l'amicizia si costruiscono lavorando insieme. Consentitemi un aneddoto: qualche padre dei giovani partecipanti al campo, mi parlava scherzando dell'aumento vertiginoso delle spese telefoniche fra i loro figli e i nuovi amici di altri paesi.

Quando Maria incontrò i Club UNESCO, la priorità per l'UNESCO era l'educazione, intesa anche come la via per affermare la dignità della personala difesa dei diritti umani e dell'incontro sopra le frontiere, seguita con competenza e convinzione dalla professoressa Lorenzetto, una colonna portante della Commissione Unesco Italiana, sostenuta a Parigi e a Roma da figure prestigiose a cui si deve l'avvio, la vita e l'affermazione dell'UNESCO, anche a livello mondiale, come l'Ambasciatore Pompei o la dottoressa Paronetto Valier alla quale Maria Boella fu molto vicina.

Possiamo dire – senza esitazione - che non era facile allora seminare su terreni ancora da arare per fare germogliare il rispetto dei Diritti Umani, impegnandosi sul territorio. In questa linea il sodalizio con il Club UNESCO di Contursi, nato in una terra difficile, dove l'azione si doveva condurre con lezioni a piccoli gruppi, immersi nelle comunità locali, fu esemplare per altri Club UNESCO che stavano nascendo.

La Commissione UNESCO affidò a Maria un incarico di fiducia e di grande prestigio, per incontrare alcuni Club UNESCO in altri Paesi e comprenderne le modalità di azione sul terreno; Maria presentò la sua relazione in Commissione UNESCO, nella sala delle conferenze, e ricordo che chi come me stava muovendo i primi passi nella costruzione di questo comune lavoro, la ascoltava come un esempio.

In quella linea Maria Boella continuò sviluppare il suo impegno, anche in accordo con la Commissione per gettare le basi operative della cooperazione internazionale. Si comprende anche la ragione della sua intensa collaborazione con la SIOI, la Società italiana per la Organizzazione Internazionale.

Maria Boella iniziò nei primi anni una collaborazione molto fruttuosa con l'Ungheria mentre l'UNESCO con la Commissione Finlandese organizzava a Porvoo, un lungo seminario di studio, al quale fui delegata, di operatori sul terreno per la migliore realizzazione dell'azione di educazione alla comprensione internazionale attraverso il dialogo e il gioco: allora questa era una novità, oggi ampiamente superata.

Con l'Ungheria il rapporto di Maria Boella con il suo Club fu intenso; parlare oggi di scambi, di vita nelle case degli amici di altri paesi è facile, ma era preveggenza allora mettere in movimento un intenso scambio di giovani, con la collaborazione di un liceo parallelo di Budapest, organizzarne la vita non in alberghi più o meno rilassanti anche per i docenti, ma in diverse case, molto semplici, in un paese che aveva sofferto guerre e rivoluzioni, per conoscerne il vissuto.

Con questo entusiasmo Maria Boella cominciò ad unirsi insieme ad altri Club ai viaggi organizzati dal Centro UNESCO di Firenze, che consentivano di approfondire i legami fra noi e i paesi visitati: Umberto Landi che vi partecipava con spirito e arguzia li definisce 'mitici'- e lo ringrazio– Cuneo, Barletta, Napoli, Udine, Verona, poi Andria, Foggia, Napoli, Messina, si univano nel piacere di conoscere arte, realtà, tradizioni, ambienti diversi, e fondare nuove collaborazioni sopra i confini. Umberto Landi ricorda quando a Malta, anche con Maria, con l'indimenticabile Albert Rutter, presidente della Federazione dei Club UNESCO di Malta, fummo ricevuti dal presidente della Repubblica nel suo storico Palazzo. Grazie a questi passi, tanti, si è costruita una Federazione unita, in cui i Club membri sapevano condividere ideali e azioni.

In questo cammino Maria ha avuto vicino l'indimenticabile marito Umberto, illustre figura di studioso, discreto, ma pronto alle citazioni e ai ricordi storici, dalla classicità all'incontro fra i popoli, e con Umberto Maria condivideva anche l'amore per l'ambiente e la montagna, con programmi di lavoro del Club di cui riferiva non solo nei rapporti che regolarmente inviava, ma anche nei nostri incontri: chi non ricorda i manifesti, con la scopa come trofeo, per la giornate di pulizia dell'ambiente? Iniziative comuni oggi, ma nuove allora.

Vorrei ricordare ancora le giornate promosse per il cinquantesimo e poi il sessantesimo compleanno del Club UNESCO di Cuneo: una festa per tutta la Federazione, anche perché Maria Boella era stata per molti anni membro attento e sensibile del Consiglio Direttivo della FICLU, presente sempre a tutte le Assemblea: mancò a quella di Caserta, per ragioni non superabili, e ci scrisse una lettera che è nei nostri archivi, per scusarsi.

Maria Boella, con il suo dolce sorriso, e con la sua tenace volontà di realizzare obiettivi nei quali credeva, con il suo appassionato entusiasmo, resta un simbolo che mancherà a chi ha saputo capirlo e conservarlo nella memoria.



Marialuisa Stringa
Presidente del Centro UNESCO di Firenze – ONLUS
Presidente Emerito della FICLU

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