Langhe Roero e Monferrato

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               Si devono amare le Langhe

               perché non c’è sogno

              che possa esprimere

              una visione del paesaggio

              così mistica e multicolore.

       

L’artista con macchina fotografica, celeberrimo in Granda e pure altrove, così sottotitola il suo album di fotografie: I PAESAGGI DEL VINO E DEL CIELO

Parliamo di BRUNO MURIALDO, che le sue colline- e la gente che le abita- ha in ogni fibra del suo essere. Vibra, osserva e …..clicca.

Dice di sé: “Sono nato sopra tutte le colline, in alto dove il cielo e la nebbia si confondono con le parole. C’erano i carri a portare le nuove a tutta la borgata. C’erano due scrittori a raccontare le pene e la guerra poi arrivarono gli ultimi che vollero essere i primi e seminarono vigne e aprirono cantine, prima i buoi poi i trattori si confondevano tra passato e presente, tra la Malora e la resurrezione.  Nacque la Langa e i suoi colori, le farfalle ne furono invidia e le lucciole ne illuminarono la notte. Oggi amo questo luogo dove tutto iniziò e dove tutto ancora oggi si trova.”

Bruno murialdo

Una visita allo studio fotografico di Bruno Murialdo, o anche solo una pausa ammirata davanti alla sua vetrina, è imperdibile quando si è ad Alba in tempo di tartufi. Via G. Govone,8/A è a pochi passi dalla chiesa di San Domenico, che in questi giorni ospita un’importante mostra di Tullio Pericoli.


LE COLLINE DAVANTI. Viaggio nelle terre di Langhe, Roero e Monferrato.

Tullio Pericoli si è posto davanti a quelle colline in vari momenti dell’anno ed ha trasfuso sulle 85 tele esposte la magia dei colori e delle forme a seconda delle stagioni. Mancano però tutti gli edifici e l’uomo è presente solo con il suo lavoro nelle vigne, che l’Artista ha rappresentato quasi come cuciture sul terreno, un immenso rammendo che tiene insieme un tessuto tanto bello quanto fragile (pietà per le strade di Langa deformate dal passaggio di mezzi pesanti!).Tullio Pericoli 2

Tullio Pericoli visitò i luoghi per la prima volta nel 1990, accompagnato da Giorgio Bocca.” Un invito recente mi ha spinto a tornarci e a rivedere queste terre attraverso i miei attrezzi: gli occhi, la mano, la matita, i pennelli.”

Tullio Pericoli 1

L’Artista ci spiega il suo lavoro in un documentario di Sky arte e proiettato in versione ridotta in un angolo della chiesa di San Domenico che ha cambiato aspetto per l’occasione.


MARINA  ABRAMOVIC’
Holding the milk

La cucina, omaggio a Santa Teresa 

La signora della Performance Art, nata a Belgrado nel 1946, vive da una decina d’anni a New York. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti vi è il Leone d’Oro alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1997.

Ancora una volta l’Arte contemporanea è presente alla Fiera del tartufo di Alba: si rinnova per il sesto anno il sodalizio tra la famiglia Ceretto ed il Comune per la mostra d’arte nel coro della chiesa della Maddalena.

Marina Abramovic 1

Dice Roberta Ceretto: “Marina Abramovic” si è lasciata ispirare dalla sacralità del luogo e dalla storia della nostra famiglia. Ha deciso di omaggiarci con un’opera che rimanda alla nostra attività nel campo della ristorazione”. Si tratta di una videoregistrazione HOLDING THE MILK che fa parte di un progetto ideato nel 2009: The kitchen, homage to saint Theresa, costituito da nove foto ritratti e da tre video girati nella cucina dell’ex convento La Laboral a Gijòn, dove un tempo le monache accudivano agli orfani. Un ciclo che rimanda alla vita della mistica santa Teresa d’Avila, ma anche all’infanzia dell’artista stessa, trascorsa nella cucine della nonna a Belgrado.  Il video è molto suggestivo, protagonista è la stessa Abramovic’, vestita con un abito nero, molto austero e seduta su una sedia all’interno della cucina del convento; a prima vista sembra un quadro.

Marina Abramovic 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


A CHERASCO
ancora arte contemporanea con LUCIO FONTANA

Le opere esposte a Palazzo Salmatoris provengono da collezioni private di tutto il Nord Italia e da gallerie di respiro internazionale. Consentono di  rivivere il clima di ricerca artistica che pervase gli Anni Cinquanta dello scorso secolo e di coglierne gli assunti teorici, anche grazie ad una ricca documentazione.

L’allestimento propone pure opere di altri grandi artisti che diedero vita ad una nuova poetica orientata alla “pittura non pittura”.

Lucio Fontana 1


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